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Leadership è accantonare i desideri personali

Il tema della leadership mi ha sempre affascinato ed è  di grande attualità. Il leader è colui che dovrebbe mettere, nella mia visione,  i propri desideri per ultimi, non per primi. L'interesse è il bene comune,  il benessere degli altri il vero compito.

Altrimenti non siamo di fronte ad un leader, bensì ad una sorta di despota, che raggiunge la sua posizione per ottenere tutto ciò che  corrisponde ai suoi interessi personali. Liliana Segre ha recentemente parlato di particulare, citando Guicciardini secondo il quale la molla che fa scattare le azioni umane è il benessere materiale, il potere.

Si sta parlando spesso di "leadership gentile" , come, viceversa, attitudine a mettere in cima l'interesse degli altri, attraverso doti di empatia, compassione, ascolto. Sono queste le qualità, le soft skills, che dovrebbero invece ispirare chi è chiamato a gestire gli altri, le risorse umane, si chiamano per sottolinearne l'importanza. L'esatto contrario di chi approfitta della propria posizione  per soddisfare i propri desideri egoistici. L'ego ancora una volta è quello che si cerca di soddisfare. Eppure  di leader illuminati abbiamo tanti esempi. Sono i leader dotati di intelligenza emotiva, capaci di anteporre l'altrui  interesse al proprio. Ma non si tratta di interessi antitetici. Perché il benessere individuale passa attraverso il benessere collettivo. Abbiamo letto di molti esempi, in questi periodi difficile di pandemia, imprenditore che hanno saputo gratificare i porri collaboratori attraverso azioni di grandi generosità. 

"Le abilità del leader -dice Swami Kriyananda nell'"Arte di guidare gli altri"- dipendono in larga misura dalla  sua capacità di sintonizzarsi  in modo impersonale con il flusso degli eventi. In ogni attività  c'è un flusso simile ad un'onda, che trascende i sogni e le aspettative umane. I grandi leader sanno di poter afferrare quell'onda al suo apice, per cavalcarla. Non possono crearla. La leadership, in questo senso è come il  surf: uno sport che richiede grande abilità e controllo, ma nel quale si cerca sempre di fluire con l'onda, non separatamente mai contro di essa".

Il leader deve quindi essere in grado di non lasciarsi guidare dai propri sentimenti personali, ma  rimanere aperto e in ascolto dei sentimenti e bisogni degli altri. In questo modo  riesce ad ottenere la fiducia e il sostegno dei propri collaboratori.

Consapevolezza, controllo delle proprie emozioni, ascolto: le qualità del leader dotato di agilità emotiva.

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